Vestizione delle Madonne

Come di consueto anche per l’estate 2009, nel giorno di ferragosto, la città di San Giovanni Rotondo ospita la tradizionale manifestazione della Vestizione delle Madonne raccomandata e curata dall’Arciconfraternita dei Morti di Sant’Orsola. Il programma di questa edizione prevede alle 9 la messa solenne; alle 17.30 il rosario e alle 18 una nuova messa solenne.

Al termine i Confratelli e le Consorelle dell’Arciconfraternita, insieme con tutti i fedeli, visiteranno "le Madonne" allestite nei vari quartieri del paese. Alle 21.30 il concerto della Corale "Sant’Orsola", diretta dalla Maestra Pia Cardone.

La storia narra …

C’è una storia che spiega l’origine di questa tradizione, regolarizzata da norme precise e scrupolosamente applicate.
La vicenda risale al secolo XI. Un pastore della Capitanata si accostò a un pozzo, vi calò il secchio e invece dell’acqua tirò su dei pezzi di stoffa. Incuriosito volle ispezionarne il fondo e vi trovò un Quadro della Madonna. Qualche devoto, per non farlo distruggere dagli infedeli che spesso devastavano la Puglia, l’aveva nascosto avvolgendolo da sette strati di veli. Il ritrovamento fu salutato come una predilezione celeste e la Madonna detta dei Sette Veli divenne la Patrona della città di Foggia. La devozione col tempo (soprattutto con l’avvento dei Francescani del secolo XIII) si estese all’itero territorio.
In occasione dei festeggiamenti, appunto del 15 agosto, al popolo foggiano si univano le genti del contado che andavano per la fiera del bestiame e per ottenere la benedizione e la protezione della Madre Celeste. Tornavano con una pezzuola come reliquia. La conservavano in un quadretto, che col tempo si ingrandì arricchendosi con stoffe ricamate d’oro. Alcuni sistemavano la reliquia nello scaraballo (lu scaravatte), una sorta di tronetto di legno. Appeso nel punto buono rappresentava il fulcro della devozione famigliare, e gli sposi ne avevano un esemplare per la nuova casa. Dalla campagna i quadri e gli scaraballi furono portati in paese per la festa di Ferragosto e mostrati ai vicini di casa, suscitando tanta devozione. Si pensò subito a collocare su un altarino il quadro o lo scaraballo in fondo a un sottano o a un locale scosceso per ricreare l’atmosfera del pozzo in cui il pastore trovò l’Iconavetere della Madonna dei Sette Veli. Intorno al quadro si misero coperte e veli, si appesero collane d’oro e piante di basilico e fiori. Davanti all’ingresso si approntava un baldacchino con un lenzuolo a cui si appendevano fazzolettini di vari colori simboleggianti le lingue di fuoco dello Spirito Santo.
Nacque così la Vestizione delle Madonne. L’operazione, che coinvolgeva la famiglia e il vicinato, cominciava al mattino presto del 14 agosto (giorno di vigilia e di digiuno) e terminava nel primo pomeriggio. La sera del 14 iniziava la veglia con la recita del Rosario e canti alla vergine. Erano recitate le "150 Croci", cioè le 150 Avemmarie, ciascuna delle quali era introdotta da questa formula di scongiuro: "Ce amma murì e avima trapassà, / la Vadda de Giosafatte avima fa; / lu brutte nnemiche avima cunfruntà: / Tu, brutte nnemiche, nen me cementà. / Lu jurne della Vergene Maria / 150 Cruce e Aummaria…” A conclusione si diceva: 150 Cruce’àje fatte ì’ (Dobbiamo morire e dobbiamo trapassare / la Valle di Giosafatte dobbiamo fare; / il brutto nemico dobbiamo incontrare: / Tu. brutto nemico, non mi cimentare. / Il giorno della Vergine Maria / 150 Croci e Avemaria".
A conclusione si diceva: "150 Croci mi sono fatte io".

 

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