Un musical sulla vita di Padre Pio

Torna Un fremito d’ali, ecco le date a partire dal 21 settembre

—- Ritorna a San Giovanni Rotondo il musical sulla vita di Padre Pio, firmato da Carlo Tedeschi, che marca soprattutto l’adolescenza del giovane Francesco (Padre Pio) e della sua scelta dopo i travagli comuni ad ogni giovane. Dopo i consensi raccolti copiosamente in tutta Italia nel corso degli ultimi anni, lo spettacolo “Un fremito d’ali- la vita di Padre Pio vista dagli Angeli” scritto e diretto da Carlo Tedeschi, torna a San Giovanni Rotondo dove fu rappresentato già in passato sul sagrato del santuario San Pio, davanti a sedicimila persone, dopo una lunga tournee in Sicilia e in Sardegna.

SETTEMBRE

21 settembre (venerdì)       1° 16:30 – 2° 18:30

OTTOBRE

5 ottobre       (venerdì)       Su richiesta

6 ottobre       (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

12 ottobre     (venerdì)       Su richiesta

13 ottobre     (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

19 ottobre     (venerdì)       Su richiesta

20 ottobre     (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

21 ottobre     (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

26 ottobre     (venerdì)       Su richiesta

27 ottobre     (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

28 ottobre     (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

NOVEMBRE

2 novembre   (venerdì)       Su richiesta

3 novembre   (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

4 novembre   (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

9 novembre   (venerdì)       Su richiesta

10 novembre (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

11 novembre (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

16 novembre (venerdì)       Su richiesta

17 novembre (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

18 novembre (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

23 novembre (venerdì)       Su richiesta

24 novembre (sabato)        1° 16:30 – 2° 18:30

25 novembre (domenica)    1° 16:30 – 2° 18:30

Tra i protagonisti presenti sul palcoscenico alcuni giovani artisti siciliani che hanno partecipato alle rappresentazioni del musical “Un fremito d’ali”nella loro isola con la Compagnia Teatrale Siciliana formata da Carlo Tedeschi.

In scena Michele Zattara (ne Il mestiere delle armi e Cento Chiodi di Ermanno Olmi, Nonno Felice per Canale 5) attore che interpreta Padre Pio anziano che ha meravigliato, oltre che per la sua bravura, anche per la sua incredibile somiglianza fisica con San Pio.

La colonna sonora di forte impatto e le emozioni suscitate dalle suggestive coreografie, in particolare della battaglia tra angeli e demoni, hanno già riscosso l’apprezzamento della critica. Lo spettacolo inoltre, propone effetti speciali già sperimentati con successo da Tedeschi nel musical “Patto di Luce” in pianta stabile a Rimini.

L’evento è ideato e promosso dalla Fondazione Leo Amici , prodotto dall’Associazione Dare.

Come nasce lo spettacolo

La vita del Santo di Pietrelcina si visualizza nello spettacolo con rapidi flash di stampo cinematografico che, fedeli alle fonti storiche ufficiali, la descrivono, la rendono fruibile, la donano ,come spiega lo stesso Tedeschi, attraverso uno straordinario strumento: gli occhi degli Angeli. Il musical, infatti, si struttura nel particolare rapporto che il Santo ha con il mondo dell’invisibile ed evidenzia gli aspetti più mistici, ma anche quelli più umani di una personalità sostenuta da una fede incrollabile. La figura di Padre Pio incarna le aspettative, la ricerca, la lotta dei giovani. È uno dei giovani del mondo che si affaccia alla vita sentendosi spinto verso qualcosa da decifrare nel tempo ed è soprattutto ai giovani che quest’opera è dedicata, giovani che potranno in tal modo riscoprire nella figura del santo un nuovo modo di vivere la bellezza della spiritualità. Le musiche sono di Stefano Natale e Andrea Tosi, le coreografie di Gianluca Raponi. Fedele alla propria vocazione cristiana che permea gran parte della sua produzione, Tedeschi ha accettato l’invito si scrivere il musical realizzando uno spettacolo semplice, immediato, comprensibile a chiunque, come lo era il linguaggio del santo, e pertanto di grande stimolo per chi voglia trovare o ritrovare una fede vera, sentita, vissuta nella concretezza. Come ad Assisi il musical Chiara di Dio sempre di Tedeschi in pianta stabile da 3 anni e mezzo è un esperimento che ha avuto grande successo cosi si inizia una nuova avventura a San Giovanni Rotondo quella di offrire ai pellegrini una immediata lettura della spiritualità del santo e del messaggio che ne consegue.

Trama

La vita di Padre Pio da Pietrelcina, San Pio, si visualizza nello spettacolo attraverso gli occhi degli angeli, sempre presenti. Accanto a questi s’avvicendano creature diaboliche, uomini maestosi, personaggi celesti che portano alla luce ciò che non si vede, l’invisibile della vita di Francesco Forgione. Un ragazzo come tanti, fisicamente debole, fragile, colmo di ansie, paure, timori, angosce, ricco però della spinta, ricercata e voluta, verso il bene, il buono, il bello ed il pulito. È un giovane che s’innamora dell’amore di Dio, al quale da spazio in sé. Un amore di cui non può più fare a meno, un amore che gli costa lotte e sacrifici. È fedele all’invito dell’Uomo Maestoso, come egli stesso lo definisce, a combattere contro un uomo di smisurata altezza con volto orrendo. In premio gli offre una corona ed un’altra, più preziosa ancora, d’oro e a forma d’aureola, lo cingerà se lotterà oltre, fino alla fine. Il giovane, che prenderà il nome di padre Pio, continua così la sua vicenda terrena, attraverso una lotta spietata, in virtù dello speciale sentimento che lo lega all’Uomo Maestoso. In una toccante coreografia, l’anima fremente di padre Pio si rende visibile in un danzatore che, “uscendo” dal corpo, balla uno struggente “dialogo interiore”, come allo specchio. Gli occhi del suo Angelo Custode, che teneramente chiama Angiolino mio, lo guardano dolcemente, appassionatamente e con l’angustia perenne che possa perdersi, che possa non sentire più la sua presenza o non voglia più ascoltarlo né incontrarlo, come solitamente accade nelle estasi. Viviamo, insieme all’Angelo, le sue trepidazioni così come il suo amore per Padre Pio, riflesso splendido dell’amore di Dio, che lo soccorre quando è giovane e poi uomo maturo. Amore che inala in lui il respiro di Dio, che lo sostiene nel vivere la sofferenza di Gesù mentre si fonde nel Signore e questi nella sua creatura, che docilmente diviene, anche nella carne, un altro Gesù. Il cielo si apre a noi, l’invisibile si rende visibile, l’impossibile possibile nelle carni del giovane ragazzo di campagna, che balza agli onori del cielo per aver seguito una voce, donata a tutti e che in lui trova la docilità dell’ascolto: “Ubi est Deus tuus?”. Lo vediamo, alla fine della vita, esausto, accasciato sulla poltrona, a testa china, mentre l’anima abbandona il corpo ed il suo Angelo, innamorato, la può finalmente accarezzare, stringere, toccare e accompagnare, ormai sicuro, che il loro amore sarà in un fremito d’ali per sempre luce di Dio.

INFO: al numero 333-8083854

Fonte: www.santuariopadrepio.it

Nella foto un momento dello spettacolo

Mercoledì 19 settembre 2012, ore 14:33

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