Trekking, Alto Tavoliere e Pizzomunno

Da sabato 11 giugno l’iniziativa che unisce due realtà ricche di storia, tradizioni e natura

Martedì 7 giugno 2011, ore 18.30

- Si parte sabato 11 giugno da Serracapriola alle 7 per il trekking dall’Alto tavoliere al Pizzomunno (nella foto): un’ ipotetica unione territoriale, culturale, storica e religiosa di due realtà apparentemente distanti ma comunque integrate nel Parco Nazionale del Gargano, e che in passato hanno ospitato due importanti popoli, i Frentani ed i Dauni. Il camino utilizza antiche strade ( la VIA FRENTANA e la VIA LITORANEA ) i tratturi della transumanza ( il TRATTURO REGIO L’ AQUILA – FOGGIA ) e le vie della fede ( la VIA FRANCIGENA DEL SUD ). L’iniziativa è organizzata dalla guida escursionistica Pietro Caforio che propone durante l’anno il percorso ogni 15 giorni.

Il percorso prevede:

1) Primo giorno : da SERRACAPRIOLA ad APRICENA ( km.28,00 )

Il percorso inizia a Serracapriola, ridente cittadina dell’ Alto Tavoliere che vanta un Castello ed un Borgo Antico di impianto medioevale oltre che il più antico ( anno 1536 ) Convento della Provincia Francescana di Sant’ Angelo ( in questo Convento, nel 1907, dimorò San Pio da Pietrelcina ). Attraverso il territorio di Serracapriola si raggiunge la località Madonna del Ponte ( agro di San Paolo di Civitate ) che insiste sul tracciato del Tratturo Regio L’ Aquila – Foggia ( altrimenti denominato “Tratturo del Re” o “ Tratturo Magno “, in quanto vanta il primato di essere il più lungo tratturo, 244 km circa ). In questa località, data la posizione strategica come luogo di sosta a ridosso del fiume Fortore, i pastori si sottoponevano al controllo dell’ avvenuto pagamento della “Gabella” ; pagamento che fino al 1467 veniva effettuato presso la Dogana di Serracapriola. Proseguendo lungo il tratturo si attraversa il sito Bizantino di Civitate ( edificato ad opera del Catapano Basilio Bojohannes ) e Piani di Lauria ( sito già abitato nel Neolitico antico ). Il nostro percorso si snoda lungo dolci colline fino a raggiungere Apricena.

2) Secondo giorno : da APRICENA al SANTUARIO MARIA SS di STIGNANO ( km.31,00 )

La cittadina di Apricena conosce il suo periodo di maggior splendore sotto la dominazione Sveva. L’ Imperatore Federico II dimorò per lunghi periodi in questa città. A lui si deve la ristrutturazione e l’ampliamento del preesistente castello, quello che oggi viene chiamato Palazzo Baronale. Attraverso la località Ingarano il cammino ci conduce presso l’ antico insediamento di Castelsaraceno, meglio conosciuto con il nome di Castel Pagano. Il sito è ubicato alla sommità di un crinale (545 m.s.l.m.) chedomina il sottostante Tavoliere delle Puglie ed è a guardia delle sottostanti vie di accesso al Gargano Mistico ( la Via Sacra Longobardorum, proveniente da Benevento, e la confluente Via Francesca,proveniente dalla litoranea Adriatica ). La fama di Castel Pagano è legata al periodo della dominazione Sveva, quando nel 1223 l’ Imperatore Federico II ripopolò il sito con l’immissione di Saraceni provenienti dalla Sicilia ottimizzando l’ organizzazione sociale e produttiva degli stessi con l’ ubicazione strategica della Rocca. Da qui si riprende il cammino e si raggiunge l’ Oasi del Convento di Stignano. Questo Santuario, di fatto, costituisce la porta settentrionale del Gargano mistico. Da questo luogo la Via Sacra Longobardorum entra nel vivo con una tappa densa di altissima spiritualità Mariana e Francescana. Stignano è il luogo da cui il pellegrino incomincia il suo vero cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia.

3) Terzo giorno : dal SANTUARIO MARIA SS di STIGNANO a SAN GIOVANNI ROTONDO ( km.23,00 )

Si narra che nel 1216 San Francesco d’Assisi nel suo pellegrinaggio verso la Grotta dell’ Arcangelo Michele sia passato per la valle di Stignano e che sia rimasto estasiato per l’amenità del luogo, per la sua luce, per la maestosità delle montagne verdi e severe, per la feracità del suolo, il profumo dell’aria, i colori dei fiori. Dopo Stignano si raggiunge l’ altro importante Convento Francescano di San Matteo ( uno dei più antichi e rinomati santuari del Gargano ) che fu fondato dai Benedettini col nome diSan Giovanni de Lama. L’edificazione sulle pendici del Monte Celano rispondeva all’ esigenza di accudire i pellegrini che dalla fine del sec. V incessantemente giungevano sul Gargano per dirigersi alla Grotta dell’Arcangelo Michele. Attraverso il Bosco della Difesa e dopo aver valicato il Monte Celano si giunge a San Giovanni Rotondo, cittadina resa famosa in tutto il mondo grazie alla figura di Padre Pio da Pietrelcina, il frate che con la sua fede ed il suo esempio ha costituito un punto fermo nella storia religiosa e civile del Gargano.

4) Quarto giorno : da SAN GIOVANNI ROTONDO a MONTE SANT’ ANGELO ( km.28,00 )

San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle preesistenti rovine di un villaggio del IV secolo a.C.; in questo borgo era presente un battistero di forma circolare destinato al culto del Dio Giano ( IANUM ) e che in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Il paese è noto in tutto il mondo dato che ospita il complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie e l’ ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, luoghi in cui si avverte ancora la presenza di San Pio da Pietrelcina. Da San Giovanni Rotondo siriprende il cammino per valicare Monte Calvo ( la vetta del Gargano ) e Monte Calvello. Su queste alture si potrà apprezzare il caratteristico fenomeno carsico del promontorio : le Doline. Il nostro cammino prosegue in un magnifico bosco e dopo aver attraversato la Piscina Principessa ci inoltreremo lungo il Pantano di Sant’ Egidio e Valle della Fratta ( porzione dell’ antica Via Francigena del Sud ). Dopo aver affrontato l’ ultima salita su un dolce declivio arriveremo a Monte Sant’ Angelo, cittadina meta di antichi e recenti pellegrinaggi alla Grotta dell’ Arcangelo Michele.

5) Quinto giorno : da MONTE SANT’ ANGELO a VIESTE ( km.35,00 )

Monte Sant’ Angelo è celebre per il Santuario di San Michele Arcangelo, meta sin dal V secolo di pellegrinaggi. La storia del culto di S. Michele sul Gargano è stata a noi tramandata dal Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano, chiamato per brevità Apparitio, redatto tra la fine del sec. VIII e gli inizi del IX. In esso si parla della consacrazione della basilica fatta personalmente dall’ Arcangelo; si parla anche delle guarigioni operate da S. Michele per mezzo dell’acqua, la Stilla, che veniva raccolta dallo stillicidio della roccia. Da Monte Sant’ Angelo percorreremo il cammino dei Pellegrini di San Michele, interessante percorso dalla doppia valenza : naturalistica e religiosa. Attraverso Valle Carbonara, Piano Canale, Coppa La Monaca, Sferracavallo, Coppa Fusillo, Foresta Umbra ed il bosco di Vieste si snoda l’ antico tratturo che per secoli è stato utilizzato dai Pellegrini Micaelici e dai pastori. I primi lo utilizzavano per recarsi a Monte Sant’ Angelo per onorare San Michele ( 8 maggio e 29 settembre ), i secondi per raggiungere le periodiche fiere di bestiame. La storia del ripristino di questo antico sentiero merita di essere raccontata : “ Nel dicembre del 1994 a Vieste, alla presenza di Grazia Francescato, si tenne una tavola rotonda sul Parco Nazionale del Gargano. Al termine della manifestazione i Soci della locale sezione WWF decisero di fare una passeggiata nella Foresta Umbra e, tra una chiacchiera e l’ altra, venne raggiunta la zona dell’ antico percorso che i Pellegrini Micaelici di Vieste utilizzavano per raggiungere Monte Sant’ Angelo. Grazia Francescato, incuriosita dal fatto, cominciò a chiedere notizie più approfondite ed alla fine del racconto disse : “ Perché voi della Sezione WWF di Vieste non ripristinate questo antico pellegrinaggio di fede Micaelica, tra i secolari boschi del Gargano ? “ L’ idea fu subito accolta con molto entusiasmo e grazie all’ attivismo di molti Soci del WWF, tra i quali i miei cari amici Franco Ruggieri, Salvatore Laprocina, Raffaele Guerra ed Antonio Cirillo, la notte del 29 settembre 1995, dopo trent’ anni di silenzio, s’ udirono nuovamente i tre colpi battuti sulla porta della Cattredale di Vieste, segno inequivocabile dell’ inizio del pellegrinaggio. L’ evento vide anche la partecipazione della stessa Grazia Francescato, la quale lo immortalò egregiamente nel suo libro “ In viaggio con l’Arcangelo “.

INFO E PRENOTAZIONI : pietrocaforio@alice.it

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