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Chiesa Antica
Costruita a metà del 1500 venne dedicata a Santa Maria delle Grazie nel 1600. Si presenta con un portone al di sopra del quale, in una piccola lunetta, sono raffigurati una madonna con Bambino, San Francesco e San Michele Arcangelo.
Due targhe commemorative, poste dalla città di San Giovanni Rotondo, ricordano il 10 agosto del 1910 (ordinazione sacerdotale di San Pio) e l’anno 1916 (arrivo del frate al San Giovanni Rotondo).
All’interno si notano subito l’altare di San Francesco, utilizzato da Padre Pio per le celebrazioni, il crocifisso davanti al quale ricevette le stimmate - posizionato al piano superiore - e il confessionale in cui passava intere giornate ad ascoltare e confortare tutti i suoi fedeli.

Santuario di Santa Maria delle Grazie
Negli anni 50 la fama di San Pio era già talmente diffusa tra i fedeli che si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa adiacente alla chiesa antica. Inaugurata nel 1959, è composta da una navata centrale e da due laterali, impreziosite da nove mosaici a parete.
Alle spalle dell’altare vi è il mosaico più significativo: raffigura la Madonna delle Grazie alla quale è dedicata la chiesa, San Pio, un angelo e gli stemmi delle città di San Giovanni Rotondo e di Pietrelcina. Nel piano interrato della chiesa è situata la cripta del santo stimmatizzato, la cui salma rimarrà esposta a venerazione fino a settembre del 2009.
Successivamente la salma verrà collocata nella cripta della chiesa di San Pio.
Chiesa di San Pio
Un progetto imponente frutto della genialità e dell’inventiva del noto architetto Renzo Piano. Per le sue dimensioni è la seconda chiesa più grande d’Italia, dopo San Pietro in Roma. E’ dotata di ben 7.000 posti a sedere e di un suggestivo sagrato ornato da 12 fontane a velo e 21 alberi di ulivo secolare.
E’ un chiesa imponente che la sintetizza la spiritualità e la funzionalità di un grande luogo di culto, essendo pensata per accogliere le migliaia di pellegrini devoti a San Pio. Costruita utilizzando la pietra locale di Apricena, è sorretta da 22 archi che creano un curioso gioco visivo di intrecci.
Custodisce al suo interno numerose opere d’arte, tra cui il crocefisso di Arnaldo Pomodoro, l‘ambone monumentale di Giuliano Vangi, il tabernacolo di Floriano Bodini e infine il grande mosaico del padre gesuita Marko Ivan Rupnik, 2.000mq di piccole tessere che rappresentano le vite in parallelo di San Francesco d’Assisi e di San Pio da Pietrelcina.


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